Giancarlo Beltrame

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About me

Giancarlo Beltrame. Nato a Isola Rizza, in provincia di Verona nel 1951, in una vita precedente è stato insegnante nelle scuole medie inferiori e superiori, giornalista nel quotidiano L'Arena, docente a contratto di Semiologia del cinema all'Università di Verona e critico cinematografico. Ha ideato e diretto, in collaborazioni con altri, il film festival Schermi d’Amore e Isma - International Salon of Mobile Art. Da qualche anno è fotografo, iPhoneartista e videomaker. Dopo anni trascorsi a studiare quelle altrui, ha infatti scoperto il piacere di creare immagini per conto proprio. Con iPhone e iPad. E alcune ossessioni, l’occhio, la maschera e la parola poetica. Le sue opere sono state esposte al Lamaf (Los Angeles Mobile Art Festival) a Santa Monica, al Mopa di San Diego, alla Brest Gallery Museum a Jacksonville, alla Mira Forum Gallery di Oporto, al Fipa di Firenze, al Mart e in quattro edizioni di Human Rights all'Opera Campana di Rovereto. Le gallerie The Empty Spaces Project a Putnam, Connecticut, Spazio Pretto a Trento e 133ArtGallery di Desenzano gli hanno dedicato una personale

Cost of artwork in €: From € 50,00 To € 2500,00
Ho visto la mia parte di mondo, ho amato e peccato senza rimpianti, mastico sufficientemente bene l'italiano e bastantemente male francese, spagnolo e inglese, ho una moglie che mi ama e mi odia, come si conviene da Catullo in poi, e due splendidi figli, cui ho trasmesso i valori in cui crediamo.
Ho anche molti amici, vecchi e nuovi. E ho avuto e ho amiche che mi vogliono bene. E amo anche l'ignoranza, se non è accompagnata dall'arroganza. Non tollero gli intolleranti e gli illiberali, ma tollero tutti gli altri. Per questo ho pure molti nemici.
Amo la poesia, il cinema, la fotografia, la buona musica, i gialli, la letteratura intrigante di ogni parte del mondo.
Aspetto ancora di scoprire se Dio esiste, ma intanto ho scoperto che non è in nessuna Chiesa. E quando sarò vecchio, ma non ancora citrullo, mi godrò il presente e il ricordo di tutto questo. Continuando a cercare, perché le facili certezze le lascio a chi si accontenta.
E cercando sono finito con il trovare il coraggio, superata la soglia dei sessant'anni, di provare a fare io quelle cose che per una vita avevo studiato negli altri. Con quali risultati? Lascio agli altri giudicare, ma per quanto mi riguarda la soddisfazione che mi dà questo "fare" riempie questa stagione della mia vita. E non è poco.
Laureato in Lettere all'Università di Padova.
Docente a contratto di Semiologia del cinema e di Mobile Art all'Università di Verona.
Date: 19 February 2016
Title: ContaminAzioni
Viviamo in un'epoca in cui c'è un continuo interscambio comunicativo tra le varie espressioni artistiche. Tra cinema, letteratura, architettura, musica, teatro, danza, televisione, pittura, scultura, fotografia c'è un costante dialogo. Molti sono gli artisti che non solo utilizzano contemporaneamente mezzi espressivi diversi, ma spesso li mescolano all'interno di una medesima opera. E altrettanto spesso, oltre a colloquiare con altri artisti, inseriscono nei propri lavori frammenti, quando non la totalità, delle opere altrui.
Sono tutte azioni che in un certo senso "contaminano" l'arte. Si tratta però di un contagio che arricchisce il lavoro di artisti che hanno la consapevolezza di non poter prescindere dall'arte del passato e dalle altre arti del presente.
Sono ContaminAzioni che si ritrovano nella pittura di Mara Isolani, nella scultura di Moreno Da Prato e nella fotografia fortemente manipolata e nelle videoinstallazioni di Giancarlo Beltrame. Tre artisti che in questa mostra dialogano tra loro e con le arti del passato, del presente e del futuro.
Date: 10 September 2011
Title: Veronette - Αρχιπελαγος Appunti di viaggio nelle isole di Veronetta. Installazione fotografica + Phobos - Le radici della paura. Videoinstallazione + 63 sogni - Performance e videoinstallazione
Il quartiere multietnico di Verona raccontato come un arcipelago con isole che spesso non hanno relazioni tra loro attraverso 100 immagini, scattate in gran parte con iPhone, stampate come vecchie Polaroid e affisse su un grande pannello sopra le mappe austriache di inizio Ottocento.
Title: Selfie
Si chiama SELFIE ed è il rito più celebrato in ogni parte del mondo nel nostro tempo. Merito della tecnologia che ha trasformato ogni telefono portatile in una macchina fotografica a portata di mano e di occhio.
Ci si inquadra, ci si guarda un attimo nel piccolo schermo e – CLICK – si scatta.
Un rapido controllo per verificare se l’immagine corrisponda ai propri desideri o quantomeno all’idea che si ha di sè e - CLICK HERE – si condivide.
In un attimo, ovunque nel pianeta, quanti sono collegati al nostro profilo nei SOCIAL NETWORK possono vedere il nostro selfie.
Nel nostro autoscatto, come si sarebbe chiamato in altri tempi nemmeno troppo lontani, spesso non siamo soli. Dietro di noi compaiono monumenti architettonici o naturali, divi(nità) dell’olimpo mediatico contemporaneo, capolavori dell’arte di ogni tempo, magari collocati sugli altari di quei moderni templi che sono i musei.
Nel 2015 è stato addirittura istituito il MUSEUM SELFIE DAY, che si celebra sui social network il 21 gennaio.
Ciò di cui siamo inconsapevoli è che dietro questo tipo di selfie sta il tentativo inconscio di catturare e trasportare su di noi una specie di onda gravitazionale dell’aura sacrale attribuita all’opera. Inoltre non ci rendiamo conto che in ogni selfie non è un’immagine di sé che si cattura e si diffonde, ma una maschera che pirandellianamente si indossa per proporre agli altri una visione di sè.
Il mio intento è smascherare queste inconsapevolezze collocando davanti (talvolta anche all’interno) ai capolavori vandalizzati una serie di maschere grottesche.
Un intento chiaramente ironico e nemmeno tanto velatamente dissacrante. Il bersaglio non è certamente l’opera di autori che potremmo anche definire “giustamente venerati”, ma l’uso che ne viene fatto.
Date: 4 April 2017
Title: L'anima delle statue
E se le statue avessero un'anima imprigionata nella pietra? Se improvvisamente aprissero gli occhi ciechi e ci guardassero? Se il mozartiano convitato di pietra si animasse e ci interrogasse guardandoci?
"L'anima delle statue" è un divertissement sui trenta busti esposti nel Pantheon dei veronesi illustri della Protomoteca della Biblioteca Civica di Verona. Con gli strumenti e le applicazioni creativi dell'iPhone e dell'iPad.
Date: 6 June 2014
Title: Eyes Wide Shut
La rassegna "EYES WIDE SHUT" (il cui titolo, basato sul celebre film di S. Kubrick è un ossimoro, diversamente - e difficilmente - traducibile dall'inglese come: "Occhi spalancati chiusi" o "Occhi apertamente chiusi"), è un interessante percorso visivo di Giancarlo Beltrame, straordinario conoscitore del cinema e appassionato fotografo/ricercatore di Iphoneography.
Le sue inquietanti ed oniriche rappresentazioni di questi ossessivi occhi che indagano e scrutano il mondo delle cose e degli uomini - con moltissimi rimandi autobiografici che includono solitamente "frames" cinematografici - offrono, nella concettualità degli sguardi, la possibilità di compiere un viaggio entro le aree più rarefatte della nostra coscienza, portando all'attenzione dello spettatore una visione di confortante energia e ritrovato spazio per il nostro immaginario visivo più recondito e creativo. (Luca Chistè)
Date: 1 August 2013
Title: SVAW!
The gallery is trying to schedule a showing of “SVAW!” a video installation by Giancarlo Beltrame. The video is a collection of images taken or processed solely with smart phones. Putnam would join Vincenza and Verona, Italy, and other cities around the world, in showing the installation meant to stop violence against women.

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