Riccardo Antonelli

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  • Riccardo Antonelli
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Chi sono

di Achille Bonito Oliva - tratto da " Tiltestetica - Triennale di Roma 2014 " - edizione Mondadori " Riccardo Antonelli pone l'uomo al centro della sua tela ,il volto abnorme .. umanissimo che tanto sconforta e sconcerta un pubblico quasi scrutato da quelle grandi pupille , da quell'aria indagatoria e giudicatrice . Il quadro per Antonelli diviene uno specchio pauroso in cui non si riflettone le nostre virtù ma le nostre colpe . Lo specchio ormai fisso in quell'immagine , bloccato in quella fisionomia , è quasi un memento mori costante che ci osserva ogni qual volta noi cediamo al desiderio di compiacere il narcisimo e l'egotismo . Lo specchio assume valenza di manifesto , di slogan morale contro i vezzi della società attuale , verso il nichilismo di cui siamo tutti imbevuti . " ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- La luce è divina, il colore umano Io vedo l’avvenire. E’ là, posato sulla strada, appena un po’ più pallido del presente. Che bisogno ha di realizzarsi? Che cosa ci guadagna? Jean-Paul Sartre, “La nausée” (1938) Incontro Riccardo Antonelli e mi sovviene di getto, per un oscuro gioco associativo, quel bellissimo romanzo di Jean-Paul Sartre che lessi giovinetto in una grande città. Egli ha qualcosa di diverso che non riesco subito a decifrare. Poi lentamente comprendo: serba un dramma, porta il peso di una grave mancanza. Antonelli si esprime con grande riserbo, con pudore e rispetto, perché sa di non poter violare ne offendere l’assurdità del mondo. La sua arte è una constatazione neutrale, uno sguardo impassibile sul tempo degli uomini. Ma a questa vista Antonelli non rimane indifferente, né sempre lo stesso. L’abisso guarda in lui ed egli ne porta visibilmente il peso. Il tempo è un giudice severo, un incisore fine e spietato. E mentre il divenire aspetta che il primo sventurato si getti tra le sue braccia, vi è una luce a spezzare le ombre. Questa radiazione è la volontà umana che, nella sua essenza è opposizione, ribellione, slancio, rifiuto di una condizione imperfetta che tuttavia ha in sé gli strumenti del divino: degli occhi in grado di volgersi all’assoluto, un cuore pronto ad ogni impresa, ma delle gambe stanche che, gioco forza, dovranno fermarsi a riposare. Ed in quel momento perderanno il cammino. Per Riccardo Antonelli l’arte è appunto una mandato totalizzante: “Quando dipingo si prepara la mia sortita dal mondo, vado in cerca di un incantesimo. La mia natura sedata, latente, si manifesta con forza. Questo accade sempre di notte quando posso prendermi davvero sul serio e quando, la luce splende da dentro ed ogni avventura è possibile”. I colori compaiono solo in un secondo momento, con il loro spettro sensibile: occorre limitarne la volgarità, con discrezione, distillarne l’essenza. Essi sono dei messaggeri appunto, messaggeri di luce. Vengono con essa ma ad essa debbono la vita: “I colori mi danno quasi fastidio, mi intimoriscono e mi confondono. Sono una distrazione al pari delle forme e delle relazioni tra gli oggetti. Essi sono un momento secondario della percezione. Giunge dapprima la luce, in purezza, poi il bianco ed il nero. Infine i colori che è necessario ammaestrare e piegare alla volontà individuale”. Ed infatti i colori prevalenti, temi spesso monocromici, sono dei neri, dei rossi, bianchi e tinte blu. Una vita che ha bisogno di sbocciare, di essere iniziata dopo l’arbitrio della sua nascita. Il colore ne è la nota distintiva, la singolarità guadagnata. Come un padre, l’artista stabilisce legami carnali con la sua discendenza, con l’opera. Ma quando un figlio cresce, si separa dal creatore, vive di luce propria, subentrano sentimenti di repulsione e contrasto, così come si stentano a capire le azioni di un adolescente: un essere umano unico ed esclusivo, ma non già un uomo. Le creazioni dell’Antonelli sono rapsodie che racchiudono un’epifania nascosta, un segno augurale: “Ciò che conta è la dimensione del fare. Si è straordinariamente incoscienti degli esiti finali. Il mio legame con le tele è assolutamente irrazionale, non vi è un percorso, una logica iniziale. Le relazioni sono già nell’espressione, quale compimento”. Per questo ogni opera è un universo concluso ed il sentimento che si conserva con essa, nel tempo – creatore versus creato – è ingiustificato, irrazionale, santo. L’artista trae ispirazione dalla musica, vive con essa e si lascia trasportare in estensioni altre. Come dice il vecchio Schopenauer essa porta con sé il dolore del mondo senza recarne il peso. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Nell’opera di Riccardo Antonelli emerge con chiarezza e forza quanto il suo rapporto con l’arte sia istintivo e naturale, una necessità quella di gettare su tela tutto ciò che gli sta dentro. Qualche minuto, un’ora, forse poco più, ed il dipinto è esaurito, come probabilmente lo è anche lo stato d’animo che ha mosso per primo il segno dell’opera. Le forme, le misure, le dimensioni si dilatano sino a deformarsi, i colori si accumulano e stratificano dimenticandosi la sola apparenza. C’è Bergson, c’è Proust. E’ una pittura che ha come natura la dinamicità, la continua evoluzione, in quanto espressione immediata di un altro moto continuo ed incessante… il nostro io più profondo ed inconscio. Io che cela in sé la tacita memoria del passato, l’attenzione presente e l’aspettativa del futuro. Così Antonelli, proprio grazie alla sua efficiacia narrativa data dalla rapidità e dall’ istintività, riesce a cogliere l’attimo. Il momento. Lo stato d’animo unico ed irripetibile in quella data forma. E’ un attimo che ha in sé la carica del tempo nella sua dilatazione tra passato e futuro, eppure fisso in un preciso momento. Giovanni Pichi Graziani critico - curatore ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Riccardo Antonelli è presentato in mostra come artefice del Bianco, per l’uso disinvolto che fa di colori freddi ,la cui espressività emotiva è data dalla pregnanza delle solcature e dei gesti della spatola in grado di sfaldare e trasformare la materia in una comunicazione espressiva. Mi piace definire Antonelli pittore del tempo per la sua propensione a fissare su tela il tempo attraverso l’immagine di anziani. Egli annulla ogni riferimento spaziale, focalizzandola sua attenzione essenzialmente sull’aspetto temporale. I profondi solchi che sfigurano l’innocente bellezza giovanile, sono segni implacabili di un tempo che plasma la materia umana, fissando espressioni, emozioni, abitudini di una vita che l’Antonelli sa trasfigurare con penetrante efficacia nella propria ricerca. Un ‘artista del tempo che sa ridare valore ad un Kronos che oggi sempre più sfugge alla società contemporanea in preda all’ansiogena dromomania. Un tempo che diviene protagonista nella sua opera, perché fissato, congelato, reso eterno attraverso pochi e freddi colori (bianchi e azzurri in prevalenza), ma in grado di trasmettere ed emozionare attraverso la rapidità di colpi assestati in una confusa sistemazione di linee e colori, capaci di rendere immortale il segno di una vita vissuta. Un’artista serio, dal gesto istintivo ma mai banale, che riesce costantemente a penetrare con la materia l’animo dell’osservatore suscitando reazioni contrastanti. Dott. Lorenzo Fiorucci critico e curatore ------------------------------------------------------------------------------------------------ Intervista di Giuseppe Giulio a Riccardo Antonelli: la luce è un anello di congiunzione tra l’uomo e la realtà Molti sono gli artisti che durante i secoli ricchi di storia e magia hanno raccolto testimonianze indelebili da oggetti e persone che hanno semplicemente vissuto il quotidiano della vita e dell’arte che lei stessa offre a ognuno di noi. Artisti che decidono di utilizzare semplici strumenti per immortalare le anime delle persone, soggetti della vita e dell’espressionismo contemporaneo, tra questi visionari della vita e della rappresentazione c’è un uomo e un artista che ha trasformato lo stato d’animo, quello che accompagna ognuno di noi in qualcosa di magico ma soprattutto artistico. Riccardo Antonelli è l’artista che sa unire in un solo dialogo l’appassionato d’arte e l’opera, attraverso visi e colori che solo un artista che vive tra due mondi può trasmettere. “I suoi volti sono tanti angeli che immobilizzano l’appassionato in un vortice di emozioni”: è questa la sensazione che ho provato vedendo per la prima volta i suoi tanti volti, donne e uomini protagonisti di ere cosi diverse tra loro ma che condividono l’ebbrezza del tempo e delle sue magie. Riccardo Antonelli è il maestro del tempo, e della memoria. Giuseppe Giulio - giornalista ------------------------------------------------------------------------------------------------- L’Arte interiorizzata di Riccardo Antonelli L’Arte del Pittore Antonelli, propone un excursus estremamente introspettivo, esteriorizzato con tratti consapevoli e morali che nascono dal suo saper anche disegnare. Il suo è un affondo competente nei solchi espressivi, come ad incidere in se stesso le pieghe che assembrano e generano sembianze e circostanze pittoriche di spessore non solo Artistico ma anche emotivo. L’Arte è espressione inconscia del nostro io, l’esternazione di Riccardo Antonelli è inevitabilmente una manifestazione esplicita, i suoi primi piani sono cinematografici… accadono. L’energia dei suoi ritratti è palpabile, la spatola da lui abilmente utilizzata, incide con lucidità e consapevolezza una circostanza espressiva che mai si contraddice e conferma l’indagine pittorica che questo giovane Artista delega sia a colori decisamente ‘fortunosamente inusuali nella loro fusione’, che alla responsabile compiutezza fondata su un lessico artistico chiaramente sicuro. Non è facile incontrare Pittori che siano al contempo anche Artisti. Riccardo Antonelli quindi, conferma il mio pensiero sull’Arte Pittorica quando è tale: una sfida libera, che ricerca il colore senza violarlo creando un impatto osmotico con lo spettatore il quale, inevitabilmente, compartecipa anche fisicamente alla prospettiva sia psicologica che pittorica dell’Artista, improntata su più livelli. E.G - 2009 ------------------------------------------------------------------------------------------- " Intenso ed intimo , come i grandi realisti di un tempo , Riccardo Antonelli scava nella materia e nella luce i segni di un'esistenza che diventa universale ed allegorica . Con il disegno affina il senso della profondità e del chiaroscuro , tra simbolo e reale , con il segno spatolato la veemenza della vita . Riccardo Antonelli si può collocare in quella tendenza contemporanea internazionale che trova nei volti e negli sguardi immortalati in primo piano lo specchio della società ." dott. Guido Folco ------------------------------------------------------------------------------------------------------- “ L’artista toscano Riccardo Antonelli , possiede l’impegno visivo dotato di soddisfare i più innumerevoli amici dell’arte in quanto la sua opera instaura un dialogo espressivo con coloro che la osservano . Cromie che superano le architetture proposte per l’ardito impegno di sperimentazione . Artista sempre in elaborazione costantemente attento al mondo artistico che lo circonda affinché risulti emergente il suo operato visivo cromatico ed emozionale . Un artista dinamico e intuitivo , capace di una codifica introspettiva della luce ed della rara dote di saper trasportare sul supporto la sua personalissima ottica dell’oggettività. “ Michael Musone Critico d’arte -------------------------------------------------------------------------------------------------- "La pittura di Riccardo Antonelli , è maturata in silenzio , la elaborazione dei suoi lavori assume un linguaggio tutto personale,ma,ad una piu' attenta osservazione non si puo' fare a meno di notare una ricerca coloristica che rivela una fertile sensibilita' artistica. Nei suoi quadri , il colore vive,si agita,e fa' scaturire una poesia dove i ritmi metrici scandiscono ed animano i rapporti spaziali che danno libero sfogo alla sua voglia di comunicare le sue sensazioni , di creare un rapporto attivo per coinvolgere lo spettatore. A volte l'interpretazione del soggetto è descritta in modo essenziale ma sempre coerente con la propria personalita', in modo da far prevalere la funzione estetica del linguaggio capace di suscitare vaste risonanze nella mente di chi osserva attentamente le sue opere . " Maestro MARIO ARGENTI - 2008

Prezzo Opere: Da € 597,00 a € 2998,00
Riccardo Antonelli nasce nel 1976 a Città di Castello in Umbria e dal 1982 abita e lavora a Sansepolcro in provincia di Arezzo, in Toscana, dove ha il suo atelier, nonché punto di riferimento per gli appassionati e allievi che seguono le sue lezioni.
Nella sua formazione ha avuto maestri come Gianfranco D'Amore, Boris Borioni e Gianfranco Giorni.
Da sempre amante del paesaggio e del disegno, affronta cicli di ricerca come quello sui volti e sul ritratto, mentre il suo ultimo periodo lo vede approfondire gli aspetti che riguardano i grandi cieli, a cui sta dedicando una ricerca mirata a cogliere gli aspetti riflessivi e spirituali attraverso il suo linguaggio.
In molti hanno apprezzato la produzione degli ultimi anni, come varie gallerie in Italia ed all'estero con le quali ha intrapreso collaborazioni, mentre recentemente ha lavorato tra gli altri per il Ministero dei Trasporti Italiano per una campagna pubblicitaria di sensibilizzazione nel 2011, mentre è stato presente alla Biennale di Firenze nel 2009 assieme a Marina Abrahmovic e nel 2013 alla Triennale di Roma con Achille Bonito Oliva.
Particolarità del suo linguaggio è l'uso della spatola, strumento plasmato sulla sua poetica fortemente legata alla materialità del colore ed alla forte immediatezza che Antonelli ne riesce a cogliere, mentre altro medium a lui congeniale è senz'altro il pastello, secco o ad olio, con cui continua a realizzare un ciclo di opere sul volto iniziato nel 2008 e tuttora in fase di sviluppo.
L'opera di Antonelli, spesso identificata nella corrente degli espressionisti moderni, risulta negli anni sempre onesta e coerente nella ricerca, riscontrando una costante crescita di interesse sia da parte dei collezionisti, che da quella della critica.
Negli anni, l'artista toscano, ha subito il fascino e la contaminazione di maestri come Lucien Freud, Alberto Giacometti e Bacon, oltre che agli impressionisti e all'arte fiamminga, rimanendo comunque identificato in una propria dimensione stilistica che lo ha reso uno degli artisti italiani contemporanei più apprezzati.
Nel 2017 gli è stata commissionata la realizzazione delle decorazioni della chiesa della Maria della Misericordia di Sestino, nel quale saranno realizzate dall’artista toscano un ciclo pittorico di sei pale dipinte che saranno il decoro della chiesa, entrando così nell’importante lista di artisti presenti nelle collezioni ecclesiastiche.

Nell’opera di Riccardo Antonelli emerge con chiarezza e forza quanto il suo rapporto con l’arte sia istintivo e naturale, una necessità quella di gettare su tela tutto ciò che gli sta dentro.

Qualche minuto, un’ora, forse poco più, ed il dipinto è esaurito, come probabilmente lo è anche lo stato d’animo che ha mosso per primo il segno dell’opera.

Le forme, le misure, le dimensioni si dilatano sino a deformarsi, i colori si accumulano e stratificano dimenticandosi la sola apparenza.

C’è Bergson, c’è Proust.

E’ una pittura che ha come natura la dinamicità, la continua evoluzione, in quanto espressione immediata di un altro moto continuo ed incessante…

il nostro io più profondo ed inconscio.

Io che cela in sé la tacita memoria del passato, l’attenzione presente e l’aspettativa del futuro.

Così Antonelli, proprio grazie alla sua efficiacia narrativa data dalla rapidità e dall’ istintività, riesce a cogliere l’attimo. Il momento. Lo stato d’animo unico ed irripetibile in quella data forma. E’ un attimo che ha in sé la carica del tempo nella sua dilatazione tra passato e futuro, eppure fisso in un preciso momento.



Giovanni Pichi Graziani

critico - curatore
ESPOSIZIONI RECENTI:

2016 – PHYSIOGNOMICA – Museo Michelangiolesco – Caprese Michelangelo – a cura di Giovanni Pichi Graziani
2016 – BLUEMIND – Sala Degli Ammassi – Citerna – a cura di Giovanni Pichi Graziani
2014 – SHOWCASE : FACCE DA VETRINA – Firenze – Galleria Frascione – a cura di Lorenzo Fiorucci
2014 – TRIENNALE DI ROMA – Università la Sapienza – Roma – a cura di Corrado Radini Tedeschi e Achille Bonito Oliva – espone con Ennio Calabria e Marc Kostabi
2014 – TRASPORTIAMO – Galleria Vittoria e Ministero Dei Trasporti – Roma – opera scelta per la campagna pubblicitaria del Ministero dei Trasporti
2010/2011 – SMOOTH TIME JAZZ – mostra personale itinerante nel centro Italia – a cura di Lorenzo Fiorucci
2010 – RESET – palazzo Pretorio - Sansepolcro
2009 – FLORENCE BIENNALE – Fortezza da Basso – Firenze – con Marina Abramovic.
2009 – Riceve il Premio alla Cultura Regione Toscana – Sala della Provincia - Arezzo
UMBRIA CONTEMPORARY ART – WF Edizioni
TRIENNALE DI ROMA - Mondadori
TRASPORTIAMO – Ministero Dei Trasporti
BIENNALE DI FIRENZE – Art And Pixel
ARTISTI IN TERRA D’AREZZO – Edifin
FIORGEN ARTE E RICERCA – Lito Terrazzi
VERNICE ARTEFIERA – Grafiche MDM Forlì
INTERNAZIONALE ITALIA ARTE – Itali Arte Edizioni
ARTCEVIA INTERNATIONAL ART FESTIVAL – Empograph
CROMICA – Graphic Vit
https://youtu.be/tWwXfVMYERw
https://youtu.be/4NfYdfOCV_0
http://www.riccardoantonelli.it/

Il mio mondo, i miei luoghi

Home Gallery I dati sulla posizione esatta dell'atelier dell’artista sono forniti dopo la conferma della prenotazione dell'Esperienza.