Guido Gaudioso

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  • Guido Gaudioso
  • Siracusa, Italia
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Chi sono

Guido Gaudioso, nato a Siracusa, inizia come ritrattista e fotografo di scena per compagnie teatrali.

A partire dal 1995 pubblica CACTUS, rivista a tema a tiratura limitata, i cui contenuti variano, nell’ambito delle arti visive, dalla fotografia al fumetto alla pittura.

Nel 1997 collabora con la regista Sonia Gazzera, per la documentazione fotografica della serie di spettacoli teatrali “Fuochi di Ortigia”, con il patrocinio dell’Assessorato Provinciale al Turismo di Siracusa.

Nel 2002 espone alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini di Siracusa, in occasione della mostra “Creatività in Sicilia”, patrocinata dalla Regione, Assessorato ai beni culturali.

Collabora come fotografo d’interni per il collettivo di interior designers Strane Sfere, di Catania.

Ha partecipato a numerose collettive, fra le quali “CACTUS artzine” presso il centro culturale Majazè, a Catania, “Mediazioni”, presso la galleria Roma e “Fucina off” presso la Galleria Civica di arte moderna, a Spoleto.

Nel 2007, ha vinto il primo premio della mostra concorso “I have a dream”, indetta da Tribe Art.

Nel 2008 è stato tra gli artisti selezionati per la collettiva su “Arte e nuovi media”, presso la Galleria Civica di Arte Moderna, a Spoleto. Successivamente alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati nel catalogo “New Media Design. Le nuove frontiere dell’arte”, a cura del Prof. Alberto Cecchi, stampato da Sometti Editore.

Nel 2012, il progetto fotografico “In Corpore” è stato scelto per una esposizione presso Farm Cultural Park (www.farm-culturalpark.com).

Nel 2013 viene invitato ad esporre il progetto fotografico "Danza. La scrittura del corpo", in occasione della Festa del Libro, presso la Biblioteca Comunale di Siracusa. Nello stesso anno ha partecipato, quale guest artist, al Festival di fotografia di Roma OcchiRossi Festival (www.occhirossifestival.org).

Ancora nel 2013, è stato invitato a partecipare a "Trasformatorio" (www.trasformatorio.net) , seminario e mostra su arte e nuove tecnologie.

Nel 2014 ha tenuto due personali. La prima nel mese di febbraio, a Siracusa, presso la Galleria Claudio Fayer/Amici dell'Arte. La seconda nel mese di luglio, a Noto, presso la prestigiosa sede di Palazzo Ducezio, con il patrocinio del Comune di Noto e dell'Unesco.

Sue opere sono state pubblicate sulle seguenti riviste: “CHair magazine”, “Pan”, “Cactus”, “Eroded” issue 18 (www.555design.org), Geniabox, “Tribe magazine” (www.tribenet.it), "Orca" issue 3 (www.televisionkillsme.org/orca ), "BAK" issue 9(www.bakdergisi.com). CHair magazine (www.chairmag.it).

Catalogo: “New media design. Le nuove frontiere dell’arte”. Sometti editore. www.sometti.it



www.guidogaudioso.org

E-mail: cactusmagazine@yahoo.it - Tel. 39 - 3283610851



La mia famiglia ha avuto una grande influenza sul mio amore per l'arte.

Fin da piccolo ho viaggiato molto. In Europa, nelle città dove ho scoperto i grandi artisti le cui opere mi hanno fortemente ha ispirato, come in Oriente, in paesi di grande bellezza come Cina, India, Vietnam e Cambogia. Ho iniziato a scattare foto quando ero molto giovane.

Mio padre mi ha dato la prima macchina fotografica, una Nikkormat, all'età di 12 anni. Da allora ho sempre usato lenti e corpi Nikon, 35 mm. Più tardi, ho aggiunto a questo 2corredo" l'adorata Hasselblad.

Ho grande rispetto per i grandi fotografi di paesaggio, come Ansel Adams o Gabriele Basilico, ma l'essere umano è sempre stata la mia fonte di ispirazione e l'oggetto della mia ricerca.

Richard Avedon, Diane Arbus, Mary Ellen Mark, Nan Goldin, August Sander, UgoMulas: questi e altri maestri come Man Ray sono stati una grande ispirazione, insieme a giganti come Michelangelo (con i suoi "incompiuti" :la Pietà Rondanini, i Prigioni), Caravaggio e Chaim Soutine.

Tra i miei lavori fotografici, devo menzionare la serie "Kynesis", sui corpi in movimento, nella danza, e "Liberi Viandanti", fotoreportage sugli artisti di strada. Più di recente ho lavorato al progetto riguardante il modo in cui sta cambiando la nostra percezione del corpo umano: "In Corpore".



Guido Gaudioso, born in Syracuse in 1967.

I began as a portrait photographer for theater companies.

Since 1995 I worked on CACTUS, themed limited-edition magazine, whose contents vary in the visual arts, from photography to painting to comics.

In 1997 I worked with director Sonia Gazzera for the photographic documentation of her theatrical works "Fuochid’Ortigia", with the sponsorship of the Provincial Tourism Syracuse.

In 2002 I exhibited at the Galleria Civicad'ArteContemporaneaMontevergini of Syracuse, on the occasion of the exhibition "Creatività in Sicilia", sponsored by the Regional Department for Cultural Heritage.

I collaborated as a photographer for the collective interior of interior designers "StraneSfere", in Catania.

I was in numerous group exhibitions, including "CACTUS artzine" at the cultural center Majazé, Catania, and "Mediazioni" at the gallery I-mago, in Rome.

In 2007, I won first prize in the art contest "I Have a Dream", organized by Tribe Art.

In 2008 I was selected for the exhibition about “artists and new media”, in the Civic Gallery of Modern Art, Spoleto. Then some of my works were published in “New Media Design. Le nuove frontiere dell’arte”, catalogue by Prof. Alberto Cecchi, printed by Sometti Editore.

In 2012, my project “In Corpore” was selected for exhibition at Farm Cultural Park (www.farm-culturalpark.com).

In Aprilof 2013, I was among the artists selectedfor participation in the workshop (and exhibition) "TRASFORMATORIO" (www.trasformatorio.net), which brings together artists from all over Europe for a common project of research and experimentation.

In 2013 I was invited to exhibit in Rome, at the festival of photography OcchiRossi Festival.

My works were published in the following magazines: "Pan", "Cactus", "Eroded" issue 18 (www.555design.org) Geniabox, "Tribe magazine (www.tribenet.it)," Orca "issue 3 ( www.televisionkillsme.org / orca), "BAK" issue 9 (www.bakdergisi.com), "CHair magazine" (www.chairmag.it).

Catalogue: "Contemporary art", Promo Med. "New media design. The new frontiers of art", Sometti publisher. www.sometti.it



My family had a great influence on my love for art.

From an early age, I have traveled a lot. In Europe, in cities where I discovered many great artists whose works have greatly inspired me.

So in the East, in countries of great beauty such as China, India, Vietnam and Cambodia. Here I realized how different and yet with a common background are the cultures of other countries.



I started taking pictures when I was very young.

My father gave me the first camera at age 12. A Nikkormat. Since then I have always used Nikon lenses and bodies, 35 mm.

Later, I added to this my beloved Hasselblad 500 c / m.

I have great respect for great landscape photographers, like Ansel Adams or Gabriele Basilico, but the human being has always been my source of inspiration and the object of my research.

Richard Avedon, Diane Arbus, Mary Ellen Mark, Nan Goldin, August Sander, UgoMulas.

These and other great masters like Man Ray were a great inspiration, along with giants like Michelangelo, with his work "unfinished" (the Pietà Rondanini, the Prisons), Caravaggio and Chaim Soutine.

About my photographic works, I must mention "Kynesis” on bodies in motion, in Dance. And photo reportage that I made on street artists, "On the road. Free Wayfarers. "

I am currently working on a project concerning the way in which our perception of the human body changes: "In Corpore".



Personali:

2014: In Corpore. Palazzo Ducezio. Noto.

2014: Ritratti. Galleria Claudio Fayer/Amici dell'Arte. Siracusa.

2007: Kynesis, Polo Museale della Provincia di Siracusa.

2002: Ritratti, Chiesa dei Cavalieri di Malta, Siracusa.

1998: Teatro e Danza, Galleria ArteNova, Palermo.



Collettive:

2013: Trasformatorio. Montalbano Elicona.

2013: OcchiRossi Festival. Roma.

2012: Railroad Market. Farm Cultural Park. Favara.

2012: Chiamata alle Arti. Galleria Montevergini. Siracusa.

2012: Speaker’s Corner. Vecchia Dogana. Catania.

2011: Meeting L’Arsenale. Atelier Nuovo Montevergini. Palermo.

2010: Pecha Kucha. Associazione culturale Zò, Catania.

2008: Fucina Off, Galleria Civica di arte moderna, Spoleto.

2008: Umani, oltreumani. Politica della deformazione. Studio Cecchin, Milano.

2007: Contemporary art. Palazzo Impellizzeri, Siracusa.

2007: I have a dream. Libreria Cavallotto, Catania.

2003: Cactus artzine. Centro culturale Majazè, Catania.

2002. Mediazioni: 7 fotografi per Cactus. Galleria I-mago, Roma. Galleria Roma, Siracusa.

2000: Creatività in Sicilia. Galleria Civica di arte contemporanea, Siracusa.

1995: Il senso della visione. Chiesa dei Cavalieri di Malta, Siracusa.
Data: 1 Maggio 2012
Titolo: Ritratti corporei. Intervista a Guido Gaudioso, di Raimondo Ventura.
"C’è una storia dietro ogni foto.

E dietro queste foto ce n’è più di una, penso osservando i ritratti fotografici di Guido Gaudioso, nel suo studio di Siracusa.

La sua ultima ricerca sull’immagine si chiama “In corpore“, e la materialità del corpo ne è protagonista. Ma non in modo assoluto.

Co-protagonista in questo panorama umano è anche il senso. Un’interpretazione che solo l’attimo riesce a consacrare: l’istante in cui il diaframma si apre e regala un senso all’immagine. Il processo creativo che Guido, affiancandomi, mi illustra. «Mi considero un appassionato ritrattista, un accanito studioso delle forme e dei movimenti del corpo umano. In particolare, ciò che più mi attira nella pratica del ritratto fotografico, è la percezione di sé e dell’altro che traspare dal risultato finale, l’esito di un incontro tra il modo in cui – attraverso il medium utilizzato – io vedo la persona e il modo in cui questa vuole apparire nella foto. Tra questi due estremi, si trova un punto in cui accade qualcosa: un momento – quello decisivo, in cui decido di premere il pulsante della macchina fotografica – nel quale entrambi ci distacchiamo da quelle convinzioni (e convenzioni) preconcette che indossiamo come maschere. È in quell’attimo (se e quando si verifica) che io ritraggo il soggetto.»

I ritratti di Guido, è innegabile, evocano un lirismo unico. Finestre di significanti che spalancano mondi di significato. Tra visi angelici e poveri diavoli, ogni sorriso, ogni sguardo si addentra in un territorio sacro, celebrando il culto dell’esistenza. Un culto di cui Guido, fotograficamente, è un degnissimo sacerdote".
Data: 3 Giugno 2020
Titolo: Guido Gaudioso exhibition in Siracusa.
"Guido Gaudioso, a photographer with a careful eye and a good friend of Trasformatorio, being one of the participants of T#0, has open the 8th of February a personal exhibition in his hometown of Siracusa.

We are quite happy to post some photos of the event. If you pass by Siracusa don’t miss the chance to pay a visit to the big assembly of 10 years of work".
Data: 3 Giugno 2020
Titolo: L’IMMATERIALITÀ ATTRAVERSO LA MATERIALITÀ: IN CORPORE DI GUIDO GAUDIOSO.
"Considerato uno studioso delle forme e dei movimenti del corpo umano, Guido Gaudioso è un vero e proprio ritrattista che si concentra sulla «percezione di sé e dell’altro che traspare dal risultato finale». L’esito di un incontro tra il modo in cui il fotografo, mediante la macchina fotografica, vede il soggetto e il modo in cui esso vuole apparire nelle fotografie; «tra questi due estremi, si trova un punto in cui accade qualcosa». Un momento in cui il fotografo decide «di premere il pulsante della macchina fotografica», un momento dove entrambi si spogliano delle maschere ed esce fuori il vero soggetto, il vero corpo".
Data: 3 Giugno 2020
Titolo: I fotografi – Guido Gaudioso. Intervista.
"Fotografismo: Parliamo di fotografia: il tuo genere preferito.

G.G.: Mi considero un appassionato ritrattista, un accanito studioso delle forme e dei movimenti del corpo umano. In particolare, ciò che più mi attira nella pratica del ritratto fotografico è la percezione di sé e dell’altro che traspare dal risultato finale, l’esito di un incontro tra il modo in cui io vedo la persona e il modo in cui questa vuole apparire nella foto.Tra questi due estremi si trova un punto in cui accade qualcosa: un momento – quello decisivo, in cui premo il pulsante della macchina fotografica – nel quale entrambi ci distacchiamo dalle convinzioni (e convenzioni) preconcette che indossiamo come maschere. È in quell’attimo che io ritraggo il soggetto. Il risultato è visibile nella mia serie “Portraits”. Sono molto affezionato alla tecnologia analogica: alla pellicola, alle operazioni “alchemiche” di sviluppo e stampa, all’annerimento dei sali d’argento e alla grande magia della camera oscura.Per me la fotografia non è questione di files o di visione istantanea di centinaia di immagini: non è il monitor di una digitale che può farmi intravedere il risultato sperato, ma il mio occhio e ciò che vi passa attraverso...".
Data: 3 Giugno 2020
Titolo: PLS Art Magazine. Intervista.
Protagonista della nostra rubrica Storytelling è oggi un vero talento siciliano, Guido Gaudioso, artista con un percorso estremamente singolare: avvocato di professione e fotografo al tempo stesso, due attività che apparentemente si conciliano ben poco ma che insieme rappresentano la materia sensibile per liberare la sua natura alchemica in tema di arte visuale. Solve et coagula era la formula essenziale del sapiente alchimista ed è proprio questa la sottile peculiarità di Gaudioso: restituire alla fotografia artistica quella traccia “chimica” (un tempo si definiva alchimia) che attraversa la forma umana, la sintetizza e la rende sostanza visiva accessibile al pubblico in visita presso le sue esposizioni.
Data: 1 Gennaio 2012
Titolo: In Corpore. About the human body. (english version)
I am currently working on a project concerning the way in which our perception of the human body changes: "In Corpore".

"In corpore" is a reflection on a topic very interesting to me: the human body, how it is perceived and received today.

It is generally well established that, in many ways, the man of the twenty-first century is about to embark on a radical change. This is the age of hyper- technology and the virtual reality.

There was never before such an acceleration in the succession of technological innovations and their entry into the most ordinary daily life and the rapid obsolescence of previous applications.

In the mid 70's it was theorized that "the medium (of communication) is the message" (M. McLuhan). They talked about the "global village".

Today those premonitory visions have fully materialized. The "virtual reality" made its explosive entrance into civil society.

The body itself is mere rapresentation, or imaginary, individual or collective, a questionable reality. We are in the era of genetic engineering, cloning, coding genome. It is a time of physical, corporal manipulation.

Plastic surgery is affordable for anyone who wants to submit it, and it doesn’t make scandal anymore to see bodies rebuilt, with unnatural but satisfying proportions models that the media presented as an ideal of beauty, "Perfection" is unlawful if not a duty, to pursue.

The human body too has become "product," reified by and for the requirements of the "Society of the Spectacle."

At the same time, it is no longer a limiting physical, to the individuality and his act. Internet has broken down these boundaries.

We talk about "virtual reality", and bodies that have no tangibility, consisting of electronic information, but no less "real."

Many of the most interesting contemporary artists address the theme of embodiment, or vice versa, its virtualization, reduced to its image, the prototype industrial mass.

The topic is very large and extremely relevant, as mentioned above.

The project "In corpore" explores some of the issues mentioned above, paying attention to topics that has always been part of my research.

Data: 1 Gennaio 2012
Titolo: In Corpore. Corpo e percezione. (italian version)
"In corpore" si propone come una riflessione su un tema quanto mai attuale: il corpo umano, come esso viene oggi fruito e percepito.

Questa è l'era dell'ipertecnologia e del virtuale.

Mai prima d'ora vi era stata una tale accelerazione nel susseguirsi delle innovazioni tecnologiche, nel loro ingresso nella più ordinaria quotidianità e nella rapida obsolescenza delle precedenti applicazioni.

Il corpo stesso è rappresentazione, ovvero immaginario, individuale o collettivo che sia, che si traduce in un'opinabile realtà. Siamo nell'era della ingegneria genetica, delle clonazioni, della codificazione del genoma. È il tempo della manipolazione fisica, corporale.

La chirurgia plastica è alla portata di chiunque vi si voglia sottoporre, e non desta più scandalo vedere corpi ricostruiti, dalle proporzioni innaturali ma rispondenti a modelli che i mezzi di comunicazione presentano come un ideale di bellezza, di "perfezione" che è lecito, se non doveroso, perseguire.

Il corpo umano è diventato anch'esso "prodotto", reificato dalle e per le esigenze della "Società dello Spettacolo".

Allo stesso tempo esso non rappresenta più un limite concreto, fisico appunto, all'individualità ed al suo agire. Internet ha demolito questi confini.

Si parla di "realtà virtuale", di corpi che non hanno tangibilità, composti da informazioni elettroniche, ma non per questo meno "veri".

Il progetto "In corpore" indaga alcuni degli aspetti sopra accennati, rivolgendo l’attenzione ad argomenti che fanno comunque, da sempre, parte della mia ricerca.

Data: 3 Gennaio 2013
Titolo: FloWr PoWr.
Mi considero un appassionato ritrattista, un accanito studioso delle forme e dei movimenti del corpo umano.

In particolare ciò che più mi attira, nella pratica del ritratto fotografico, è la percezione di sé e dell’altro che traspare dal risultato finale, l’esito di un incontro tra il modo in cui io vedo la persona e il modo in cui questa vuole apparire nella foto.

Tra questi due estremi, si trova un punto in cui accade qualcosa: un momento – quello decisivo, in cui decido di premere il pulsante della macchina fotografica – nel quale entrambi ci distacchiamo da quelle convinzioni (e convenzioni) preconcette che indossiamo come maschere. È in quell’attimo (se e quando si verifica) che io ritraggo il soggetto.

Credo che succeda a tutti i fotografi di rendersi conto che, a un certo punto, non si ha più bisogno dell’apparecchio. L’immagine fotografica, in tutti i suoi elementi essenziali, si crea già nella mente, attraverso il filtro di un occhio allenato.

Nasce così un modo di vedere che vorrei definire "umanista", in quanto basato sulla ferma convinzione che l’essere umano è degno della massima considerazione per la profondità dei suoi sentimenti, positivi o negativi che siano, e per la complessità del mondo interiore che ognuno custodisce.

È l’approccio di chi guarda il mondo con fede, non strettamente religiosa, ma la fede in quello che un poeta definì “il mondo dietro il mondo".

Il progetto espositivo "FloWr. PoWr." riguarda i concetti appena esposti, con particolare riferimento alla ricerca avente ad oggetto il labile confine tra - da un lato - l'effimero (della vita umana, delle scansioni che caratterizzano le fasi della crescita dell'individuo, del parallelo naturale con il segreto mistero e la immediata bellezza dei fiori e del mondo femminile) e - dall'altro - la dimensione atemporale e la "terribile fissità" dell'immagine fotografica.

In ciò consiste, secondo il modesto parere dell'autore, il fascino ineffabile del fotoritratto e, per le stesse ragioni, la conturbante bellezza degli still-life floreali, inclusi nel progetto espositivo in questione.

Data: 1 Gennaio 2009
Titolo: KYNESIS Coreografie di luce
Le immagini di “Kynesis” riguardano il rapporto fra due discipline artistiche, diverse tra loro e allo stesso tempo ricche di affinità: la danza e la fotografia.

La prima è forse la più effimera delle arti. Immagini che non vengono tracciate né con matita e colori, né sulla pietra, né con note o parole che possano definirle. Il solo mezzo per la loro espressione è una materia viva: il ballerino.

Il movimento (la coreografia) è il linguaggio utilizzato. Notazioni cinetiche che si fissano nella memoria di chi vi assiste.

La fotografia è invece un’arte differente. È l’arte dell’immobilità, in cui l’autore esercita il pieno controllo personale sui risultati.

Ma la fotografia di danza non è soltanto l’arresto permanente di un movimento percepito (sebbene sia anche questo). Le immagini che fanno parte della serie “Kynesis” sono composizioni, frutto in certi casi, della collaborazione fra danzatore e fotografo.

Composizioni di spazio e tempo.

Come la danza è materia viva, che si concretizza, vive e respira nei corpi di chi la pratica, così la fotografia è luce. Operazione alchemica che congela il movimento e lo riproduce su una superficie piana, materializzandosi nei sali d’argento.

Luce e movimento sono i due indici che guidano la realizzazione di queste fotografie. A ciò è dovuta la scelta di fondali neri, un buio da cui emergono i corpi traslucidi dei ballerini.

Le forme luminose dei loro corpi sembrano lottare con l’oscurità che li circonda.

Emergono dal nulla grazie alla luce che ne evidenzia i lineamenti. L’eleganza delle coreografie cela lo sforzo fisico necessario perché ciò avvenga.

L’immagine si fa metafora.

La fotografia traduce la metafora in zone di bianco, grigio e nero. La fotografia, una delle ultime illusioni alchemiche.

“Foto” – “Grafia”: scrivere con la luce.

E nelle immagini di “Kynesis” la luce scrive la trama dei corpi, la successione dei loro movimenti, l’Arte della Danza.
Data: 5 Gennaio 2013
Titolo: Opus. Sul tempo e la Materia.
Il termine "materia" deriva dall'equivalente latino (materia), ma può essere ricondotto direttamente anche al termine madre. L'etimologia lascia intuire come la materia possa essere considerata il fondamento costituente di tutti i corpi e di tutte le cose: la sostanza prima di cui tutte le altre sostanze sono formate.

Il mio mondo, i miei luoghi

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