Giuseppe Alletto

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  • Bagheria, Italia
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Chi sono

Sono un Artista, mi dedico anche a progetti curatoriali e alla critica d'arte. Sono il fondatore e direttore di Scala dei Turchi White Wall.

Laurea in Storia dell'Arte presso facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Palermo
Giuseppe Alletto (Palermo, 13 Ottobre 1990), Artista, è cresciuto a Bagheria, in provincia di Palermo. Si dedica anche a progetti curatoriali e alla critica d’arte. Ha conseguito la maturità classica con il massimo dei voti e, successivamente, la Laurea in Storia dell’Arte presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo con il voto finale di 110 su 110 con Lode.
Ha presentato una tesi di laurea che abbraccia letteratura, cinema e arti visive, dal titolo: “Kinesis, l’Undicesima Musa: Gabriele D’Annunzio e il Cinema”. Sta affrontando i colloqui preliminari all’accesso a prestigiosi istituti di formazione superiore.

Come Artista, nel Luglio del 2015 ha condiviso con lo scultore Giuseppe Agnello un doppio evento presso la “Fattoria dell’Arte/Teatro Andromeda” di Lorenzo Reina (Santo Stefano di Quisquina, Agrigento).
In quell’occasione, Giuseppe Alletto ha tenuto una mostra personale dal titolo “8 Opere e un luogo: Giuseppe Alletto”, con catalogo a cura di Alfonso Leto.
Nell’Ottobre del 2014 si è svolta una sua mostra personale dal titolo “VOCI dell’OLTRE” presso la galleria “XXS apertoalcontemporaneo” di Palermo, a cura di Salvo Ferlito.
Nel Gennaio del 2013 ha tenuto una mostra personale presso il Polo Didattico dell’Università degli Studi di Palermo.
Ha tenuto le prime due mostre personali nel Dicembre 2008 e nel Maggio 2010 presso la sede della Biblioteca Comunale di Bagheria “Palazzo Aragona-Cutò”.

Ha partecipato a mostre collettive presso Palazzo Reale di Milano (con catalogo), Museo Fabbriche Chiaramontane di Agrigento (con catalogo, con testi di P. Minacori, E. Fiammetta, G. Rizzo, G. Frazzetto, P. Li Vigni, F. Pappalardo, E. Pagano, A. Sarnari, D. Franzella, A. Leto, F. Pantaleone, M. Ligreggi), Palazzo Zacco di Ragusa (con catalogo a cura di A. Guastella), galleria La Spadarina di Piacenza (con catalogo), Palacongressi di Agrigento (con catalogo), Palazzo Stella di Genova (con catalogo), galleria “Il Trittico”di Roma, galleria Am Art di Bruxelles, Mondadori Multicenter di Palermo, galerie “Le Patio” di Cannes, Università degli Studi di Catania, Cappella “De Sleutelbrug" di Bruges, galleria “Adalberto Catanzaro” di Bagheria, Kunstlerforum di Bonn, galleria “A Sud arte contemporanea” di Realmonte, galleria “Il Nuovo Cenacolo” di Palermo, Basilica SS. Apostoli di Roma, Museo Cerio di Capri, Palazzo Butera di Bagheria, Villa Malfitano-Whitaker di Palermo, Castello della contessa Adelaide in Val di Susa in occasione del Valsusa Film Festival, Museo MIIT di Torino, galleria Thuillier di Parigi, galleria Bobez di Palermo, Museo Civico “G.Sciortino” di Monreale, Bellange Gallery di Stoccolma, Castello Chiaramontano di Racalmuto, Galleria “Katané” di Catania.

Ha pubblicato le sue opere sulla rivista “ARTE Mondadori”, sul bimestrale “Effetto Arte” e sul mensile “Arte Shop Magazine”.
E’ stato inserito nel Catalogo Arte Mondadori 2016.
E' stato in copertina nel primo numero della nuova rivista "OverArt". E' in copertina nel numero di settembre 2012 della rivista "Arte Shop Magazine" e all'interno si trova un articolo redatto dall'artista stesso su alcuni temi relativi all’arte contemporanea.
Sue opere fanno parte del corredo iconografico di volumi di poesia e saggistica di diversi autori.
Si sono interessati alla sua attività testate giornalistiche come “Il Giornale di Sicilia”, “Balarm”, ”Magaze”, “La Sicilia”, emittenti radio quali Brussellando (radio italiana di Bruxelles), Radio One, Radio In 102 ed emittenti televisive come “Tele One”, “Tv 2000” e “RAI 3 Sicilia”.

Nel 2016 è tra i finalisti del Premio Arte Mondadori nella sezione Pittura.
Nel 2016 è tra i finalisti del Premio FAM Giovani – Fabbriche Chiaramontane (Agrigento)
Nel 2016 gli è stato conferito il Premio Racalmare 2016 – Leonardo Sciascia per aver concesso i diritti di utilizzo dell’immagine di una sua opera per la campagna promozionale dell’evento.
E’il vincitore dell’edizione del 2012 del premio Satura, per la sezione giovani.
E’ Socio Onorario dell’Accademia Internazionale Vesuviana di Napoli.
E’ socio dell’associazione Sursum – Arte, Storia, Territorio (Bivona, Agrigento).
Una sua opera è entrata a far parte della collezione della Fondazione “Thule Cultura” di Palermo.

Si sono interessati alla sua opera pittorica, tra i tanti: Alfonso Leto, Paolo Levi, Eva Di Stefano, Nino Buttitta, Natale Tedesco, Marco Carapezza, Andrea Guastella, Fiorenzo Carella, Piero Longo, Giovanni Lo Castro, Lia Ciatto, Salvo Ferlito, Dario Orphée, Alessandro Madonia, Salvatore Maurici, Franca Alaimo, Rita Pengo, Pippo Oddo, Francesco Mineo, Lina Maria Ugolini, Maria Patrizia Allotta, Enzo Buttitta, Marco Scalabrino, Maria Antonietta La Barbera, Gianmario Lucini, Elio Giunta, Diego Guadagnino, Tommaso Romano, Arrigo Musti, Vito Mauro, Rossella Cerniglia, Salvatore Di Marco, Giacomo Cuttone, Giuseppe Fumìa, Tommaso Serra, Nicola Romano, Riccardo Melotti, Giusy Sciortino, Ester Monachino, Gaetano Lo Manto, Maria Teresa Prestigiacomo, Flora Buttitta, Elisa Bergamino, Dante Cerilli .


Si dedica anche all’attività di Critico d’arte e Curatore.
Dal 2016 è Curatore e Direttore di “Scala dei Turchi White Wall” a Realmonte (Agrigento). Il progetto, fondato dallo stesso Giuseppe Alletto insieme a Michele Lombardo con la collaborazione di Dario Orphée, consiste in un parco all’aperto situato vicinissimo la famosa Scala dei Turchi e destinato ad accogliere opere d’arte contemporanea. Il progetto prevede anche un programma di Residenze d’Artista presso due appartamenti siti a Realmonte.
Dal 2016 è Curatore e Direttore dello spazio “Sosta Visiva” presso Arredi Di Buono a Caltanissetta. Lo spazio, destinato a far dialogare l’arte contemporanea con il Design, è stato fondato da Giuseppe Alletto, Michele Lombardo e Liborio Di Buono.
Dal 2016 è assistente-curatore presso “Polline”, galleria di arte digitale e di new media art, diretta da Barbara Cammarata e promossa da “Farm Cultural Park” di Favara (Agrigento).
Dal 2015 è curatore presso la “Fattoria dell’Arte/Teatro Andromeda” di Lorenzo Reina (Santo Stefano Quisquina, Agrigento).
Dal 2013 al 2015 ha lavorato come organizzatore di eventi culturali presso Sicilia Antiqua s.r.l.
Scrive articoli su Cultura, Arte e Cinema per magazines come “Cinema Sperimentale” (Palermo), “D’Ars” (Milano), Polline.org (Favara), Espoarte (Savona), “Art / Texts / Pics” (Milano), “RivistaSegno” (Pescara), “ArtsLife” (Milano), “Juliet Art Magazine” (Trieste), “Il Fascino degli intellettuali” (Milano), “LoboDiLattice” (Milano).
Ha partecipato e tenuto convegni e conferenze su temi relativi all’arte contemporanea e al rapporto tra arte e letteratura o tra arte e immigrazione o tra arte e identità mediterranea.
Un suo breve saggio sui martirii e le esecuzioni capitali nella storia dell’Arte è stato inserito nel volume di prossima pubblicazione sul culto dei Decollati a Palermo e sulla pena di morte, a cura di Rita Cedrini e Marilena Volpes.
Un suo saggio sul rapporto tra poesia e arti figurative è stato inserito nel volume “Dià-Lògoi” (Edizioni CFR di Gianmario Lucini, Sondrio, pp.69, 10 euro, ISBN 978-88898-677-35-1 ).
Un suo testo critico è stato inserito nel catalogo “I Misteri: Un percorso tra arte e teologìa” (Edizioni Torri del Vento, a cura di Sergio Catalano, 2016, Palermo, 18 euro, ISBN 978-8899-89-61-26 ).


Nel 2016 ha curato le seguenti mostre:
- Progetti degli artisti Antonella Ludovica Barba, Sergio Barbàra, Giovanni Bartolozzi, Fabio Massimo Caruso, Santo Eduardo Di Miceli, Sepideh Farzam, Francesca Fini, Marco Gambàra, Michele Lombardo, Leopoldo Mazzoleni, Domenico Pellegrino, Alex Pinna, Alfonso Siracusa, Paola Zampa nell’ambito dell’”Edizione 0” del progetto “Scala dei Turchi White Wall” (Realmonte – Agrigento)
- “Object Pandemonium” mostra personale di Giacoma Lo Coco presso la Coronari Art Gallery di Roma
- “L’Arte in Scena: Salvatore Rizzuti” progetto di Salvatore Rizzuti presso il Teatro Andromeda di Lorenzo Reina a Santo Stefano Quisquina (Agrigento)
- Land-Specific (Di unni veni? A ‘ccu apparteni?) mostra bipersonale di Giovanni Bartolozzi e Michele Lombardo presso lo spazio Sosta visiva/Arredi Di Buono di Caltanissetta
- “I Misteri # 4 – Gioia” mostra personale di Luca Crivello presso gli spazi della Chiesa di San Domenico a Palermo (con testo in catalogo)
- “Maestrale” mostra collettiva di Alfonso Leto, Lorenzo Reina, Francesco Sarullo, Giuseppe Traina, Peppe Rizzo, Nino Giafaglione presso lo spazio Case Ippolito di Santo Stefano Quisquina (Agrigento)
- “Otto opere e un Luogo: Sepideh Farzam” mostra personale di Sepideh Farzam presso lo spazio della Torre Ottagonale della Fattoria dell’Arte/Teatro Andromeda di Lorenzo Reina a Santo Stefano Quisquina (Agrigento)

I suoi progetti come Curatore hanno destato l’interesse di testate giornalistiche quali “RivistaSegno”, “Il Giornale dell’Arte”, “I Love Sicilia”, “Malgradotuttoweb”, “Il Giornale di Sicilia”, “La Sicilia”.
Data: 20 Giugno 2018
Titolo: Voci dell'OLTRE
“VOCI dell’OLTRE”

MOSTRA PERSONALE DI GIUSEPPE ALLETTO

Galleria XXS apertoalcontemporaneo via XX Settembre 13 – Palermo

INAUGURAZIONE GIOVEDI’ 16 OTTOBRE ORE 19

Dodici ritratti di noti protagonisti delle arti del secolo trascorso. Dodici opere grafiche, realizzate a tecnica mista (con un uso preponderante del carboncino e della grafite), in grado di restituire non solo le fisionomie esteriori, quanto piuttosto i caratteri salienti del profilo psicologico dei personaggi raffigurati.

Giuseppe Alletto, giovanissimo artista bagherese, padroneggia infatti – con rare doti virtuosistiche – quei principi della fisiognomica su cui poggia da sempre (quanto meno da Giotto in poi) l’arte del ritratto. I suoi inquietanti “portraits” – che saranno esposti alla galleria XXS aperto al contemporaneo di via XX Settembre 13 dal 16 al 31 ottobre – non sono soltanto dei mirabili esempi di fedeltà ottica al dato di natura, ma soprattutto delle “evocazioni” dello “esprit” che ha animato questi illustri pittori e letterati, enucleato – partendo dallo spunto fotografico – attraverso un incisivo procedimento di scavo grafico e un sapiente gioco di sfumati e chiaroscuri. Da Céline a Sylvia Plath, da Guttuso a de Chirico, da Pirandello a Sciascia (tanto per citare alcuni dei più noti fra gli effigiati), si snoda tutta una ideale galleria di connotati caratteriali e di dinamiche interiori, attentamente resi grazie ad un uso “spiritistico” degli strumenti visuali. Un approccio decisamente visionario, e per certi versi quasi negromantico (anche per il fatto che si tratta di persone morte ormai da anni), che non di rado prevede una modalità espressiva che indulge al “dark” e al “gotico” (e questo anche in linea con determinati sviluppi attuali dei graphic novels, cui Alletto, per inevitabili ragioni anagrafiche , ha sicuramente volto lo sguardo), ma che garantisce – come raramente è dato vedere ai nostri giorni, soprattutto fra i giovani artisti dediti al ritratto – una resa finale di intensissimo e coinvolgente impatto visuale.
Titolo: "Otto Opere e un Luogo - Giuseppe Alletto"
Mostra personale di Giuseppe Alletto presso lo spazio Fattoria dell'Arte/Teatro Andromeda di Lorenzo Reina a Santo Stefano Quisquina (Agrigento - Sicily).
Il catalogo della mostra a cura di Alfonso Leto.
Data: 20 Giugno 2018
Titolo: DIA-LOGOI (24 poeti siciliani contemporanei si ispirano alle opere di GIUSEPPE ALLETTO)
AA.VV. - Giuseppe Alletto

Dià lògoi



ISBN 978-88898-677-35-1 -Formato 17 x 24, pp. 72, € 10,00







L’opera d’arte - quando è vera - è unica, pur nei molteplici linguaggi.

Entrare in relazione è cogliere il senso, è ribadire valore senza alcuna parentela col calligrafismo.

È, piuttosto, lo sforzo di Giuseppe di saper generare, cogliere l’anima delle effigi oltre le pur fondanti biografie, usate non poche volte in maniera subdola e strumentale da mestieranti della cultura.

In Alletto e nella Compagnia dei Poeti segno è parola, e parola segno che si incontrano in quel cielo ignoto ai profani, agli ignavi che non conoscono né ombra né luce.

Comporre, realizzare un libro, oggi più di ieri, è un atto, una sacra narrazione.

Così bisogna accostarsi alla carta incisa e agli spazi bianchi, con lieve pudore, con amore sincero, evitando il superfluo che sciupa il vero per disegnare una caricatura dell’umano.

Dovremmo discorrere, come si conviene in una nota introduttiva, di questo o quel testo lirico, di convergenze e differenze, di affinità e di eventuali dissonanze, assolvendo ad una sorta di rituale.

Useremmo qualche aggettivo forse qualificativo, ma perderemmo la visione d’insieme che evidenzia una ricerca dell’essenziale che non pretende l’universale, aspirando ad essere dono.

Una visione e un testo vanno sempre vissuti oltre il canone, personalmente, evitando per quanto possibile la verbosità delle mediazioni, in un dialogo veritativo, come le note esplicative e colte di Lucini e dello stesso Alletto declinano e che, approvandole, non vogliamo ripetere, pena la caduta nella retorica bolsa, nell’ordinario stanco e monotono.

L’orditura di parole e segni si misurano così in musicali intimità, che solo la sensibilità può determinare.

È questo l’approccio che si propone e con cui chi scrive - che è peraltro in causa egli stesso - senza ricorrere a citazioni laudative e parziali.

Qui, non si può che augurare il cogliere dell’andamento sinfonico, corale, per evocare una esperienza catartica di coinvolgimento che possa prendere, avvolgere chi si accosterà a questo libro per penetrarlo, verso la comprensione circolare, magico-sacrale di questo che è uno scrigno fortunatamente inattuale, essendo semplicemente rinascimentale, da venerare nel silenzio dell’anima come preziosità, in quello studiolo - che non significa piccolo studio … - che racchiude i tabernacoli della purezza, che tanto urgono e che, miracolosamente, questo testo fatto di segni stupefacenti e di versi lucenti, ci riesce in pienezza a donare. [Tommaso Romano]





Il libro contiene: 14 tavole a colori e in B/N di Giuseppe Alletto (Palermo, 1990) e 31 poesie di:



Franca Alaimo (Palermo)

Biagio Accardo (Santa Ninfa - PA)

Sebastiano Aglieco (Sortino - SR - vive a Monza)

Maria Patrizia Allotta (Palermo)

Saragei Antonini (Catania)

Anna Maria Bonfiglio (Palermo)

Rossella Cerniglia (Palermo)

Giampaolo De Pietro (Catania

Giovanni Dino (Palermo)

Elio Giunta (Palermo)

Emanuele Insinna (Palermo)

Maria Antonietta La Barbera (Palermo)

Giuseppe La Delfa (Messina)

Pietro Longo (Altavilla Milicia - PA)

Gianmario Lucini (Sondrio)

Francesca Luzzio (Palermo)

Ester Monachino (Realmonte - AG)

Daniela Musumeci (Palermo)

Nicola Romano (Palermo)

Tommaso Romano (Palermo)

Marco Scalabrino (Trapani)

Laura Maria Ugolini (Catania)

Titolo: SCALA DEI TURCHI WHITE WALL
Un parco dedicato all’arte contemporanea, sito in aperta campagna e affacciato sul mare siciliano. Un panorama mozzafiato dalla sommità della suggestiva Scala dei Turchi di Realmonte, a due passi da Agrigento e dalla sua famosa Valle dei Templi. Questo il luogo pensato per far dialogare l’arte contemporanea con il paesaggio, l’operato dell’Uomo con la Natura. Un vero luogo del Sublime, proietta su un assolato Mediterraneo carico di Mito, Storia e cronaca.

Lo spazio (che consta di un piccolo appezzamento di terreno con alberi d’ulivo e di una sorta di “scala naturale di roccia” che scende fino al mare) è stato pensato come luogo “espositivo” ideale per istallazioni, opere site specific, sculture e come scenario di performances, atti artistici, ecc...

Il progetto prevede anche la possibilità di impiegare lo spazio e i suoi scenari (nonché la presenza delle installazioni) come set fotografici e/o video di artisti selezionati o di operatori della moda.
La location è inoltre stimolante per artisti che lavorano con installazioni laser o luminose (con l’eventuale possibilità di proiettare luci, scritte o immagini sulla parete rocciosa parallela a quella della location) che possano essere visibili a distanza e di notte.

E’ inoltre possibile creare installazioni o performances sonore/musicali site specific, con l’opportunità, davvero unica, di creare dei dialoghi o “duetti” a distanza, dalla cima dov’è situato il parco alla parete rocciosa in fondo, o alla spiaggia o ancora a un performer posto ad esempio su una piccola imbarcazione “al largo”).
Le performances, gli atti artistici e le opere stesse, saranno tutte documentate da foto e da video. Tali contenuti verranno pubblicati nel sito Internet del progetto e verranno presentati come documentazione delle opere in una mostra in una location al coperto in città che verrà organizzata a conclusione dell’evento.

Per alcuni artisti invitati (massimo 3-4) ci sarà la possibilità di essere ospitati in alcune case private site nel Comune di Realmonte (Agrigento) e contestualmente la possibilità di organizzare la permanenza dell’artista nei termini di una vera e propria “residenza”.

Non è possibile assicurare con assoluta certezza l’incolumità delle opere ma di solito la zona non è soggetta ad atti di vandalismo o di furto.


Oltreché nel sito e nella mostra post-evento, alcune in originale altre mediante documentazione fotografica o audiovisiva le opere saranno fruibili da lontano o dalla spiaggia o dalle aree circostanti (si pensi soprattutto alle installazioni luminose o a opere installate sulla parete rocciosa che si getta direttamente sul mare) le opere saranno fruibili direttamente nello spazio del “parco” solo da un pubblico selezionato, tra collezionisti, artisti, critici d’arte, giornalisti, ecc…

Il mio mondo, i miei luoghi

Home Gallery I dati sulla posizione esatta dell'atelier dell’artista sono forniti dopo la conferma della prenotazione dell'Esperienza.